domenica 7 ottobre 2018

Cannibale: la risposta italiana al fumetto underground

Cannibale
La fine degli anni '70 del '900 coincide in Italia con il periodo della contestazione.
Il paese si trova in uno dei momenti più delicati della sua storia e, mentre il terrorismo impazza e i movimenti studenteschi invadono strade e occupano università reclamando spazio e attenzione, in tutti i campi si respira aria di rinnovamento e anche il fumetto non fa eccezione.
E proprio in questo lasso di tempo, in piena protesta, il disegnatore e grafico Stefano Tamburini dà vita a Cannibale, rivista sperimentale di genere umoristico e satirico per adulti, pubblicata a Roma tra il giugno 1977 e il luglio 1979.
Il magazine viene stampato utilizzando la tipografia e i canali del centro di controinformazione capitolino Stampa Alternativa e distribuito nei circuiti alternativi e con vendita militante 'on the road'.
La prima uscita del giornale, datata giugno 1977, presenta una copertina di Massimo Mattioli e dello stesso Tamburini ed è contrassegnata dal numero 3 in omaggio e come ideale prosecuzione della numerazione della pubblicazione dadaista, da cui Cannibale prende anche il nome, diretta da Francis Picabia, di cui nella Parigi del 1920 erano usciti due numeri.
A confermare la forte dose di sperimentazione che caratterizza questa rivista è il suo indice.
Il lettore che avesse preso in mano Cannibale n°3, avrebbe trovato, insieme ai personaggi anarcolisergici di Tamburini, una storia di Marco D’Alessandro con protagonista una bottiglia molotov in fuga nelle strade della capitale in fermento e i cartoon umoristico-demenziali del già affermato e famoso Mattioli.
Andrea Pazienza
Nell'autunno dello stesso anno, con la diffusione del secondo inserto, contrassegnato dai “numeri” 4-5-6-7 e impaginato come un doppio flip book con quattro copertine, entrano a far parte della redazione due autori provenienti da Bologna, altro polo vitale della protesta studentesca, e già noti per le loro opere pubblicate da Milano Libri, Filippo Scozzari e Andrea Pazienza.
Un altro esordio importante è quello che vede l'abruzzese Gaetano Liberatore, in arte Tanino, disegnare per il terzo volume, stampato nell'estate del '78, una cover beffarda e disturbante, in cui Tamburini si cannibalizza, e collaborare con quest'ultimo e Pazienza alle prime avventure del personaggio di Ranxerox, un coatto-robot che due anni dopo, dopo essere rinato sul mensile Frigidaire, avrebbe avuto un successo strepitoso e sarebbe stato pubblicato in gran parte del mondo.
RanXerox
Il fatto che Oreste del Buono, fondatore e anima di Linus e AlterAlter, abbia presentato autori e rivista come novità assolute nello stanco e arretratissimo panorama del fumetto italiano di quell'epoca, non ha impedito a Cannibale, che nel frattempo aveva provato a distaccarsi dal contesto strettamente underground a cui apparteneva, di inanellare sonori flop all'uscita in edicola.
Tuttavia il progetto non fu abbandonato e il sostegno economico del settimanale Il Male, permise al gruppo di artisti romani di programmare e stampare altre cinque uscite del periodico.
Nonostante l'attivismo pressoché eroico di Tamburini e di Scòzzari e le strepitose invenzioni di Mattioli, Pazienza e Liberatore, le perdite furono ingenti e il direttore Vincino, giudicandole eccessive, dopo un anno di stretta collaborazione, nel luglio del 1979, decise di chiudere la rivista.
Scòzzari e Mattioli terminarono la saga con un numero d'addio dedicato a soli autori underground statunitensi.
Il gruppo dei “cannibali” non si spense ma rimase sopito e riacquistò voce più di un anno dopo, con l'uscita del primo fascicolo di Frigidaire, nel novembre del 1980.
Alla luce di quanto scritto possiamo affermare, senza paura di smentite, che sebbene la vita editoriale di questo rotocalco è stata breve, è diventato un oggetto di culto circolando molto più di tante altre testate di quel periodo e diventando così una delle produzioni underground più influenti nella storia del fumetto italiano.