venerdì 5 agosto 2011

Melting Pulp Vol. 1 - Director’s Cut

In questo post vorrei parlare di un'opera molto particolare, una graphic novel che mi ha molto colpito per richiami intelligenti ad un genere, l'horror, che anche se marginalmente ho spesso frequentato....



Di: Alessandro Boni
Editore: Free-Books
Data Di Uscita: Novembre 2008
N°Pagine: 96
Prezzo: € 15,00

Scritta e disegnata dal mantovano Alessandro Boni e pubblicata da Free Books in un volume cartonato di 96 pagine presentato in occasione di Lucca Comics 2008, Melting Pulp Director’s Cut è una graphic novel che riprende tematiche legate al cinema Splatter Horror degli anni ‘70 e ’80.
Le atmosfere, le luci, la fotografia e il montaggio della pagina infatti, attingono a piene mani dall’immaginario creato da registi che in quegli anni hanno firmato veri e propri capolavori di “genere” ma non solo.
Questo libro, un vero e proprio Grindhouse Movie su carta, dove sesso violenza e orrore esplodono in un complesso concatenarsi di eventi, è ambientato a Villastrana, un paese a metà strada tra una anonima cittadina americana e un piccolo centro abitato della provincia italiana, che rimane isolato a causa di una terribile alluvione proprio mentre un pericoloso serial killer, soprannominato “il missionario”, si aggira per le sue strade.
Nella città regna il caos più assoluto, ma nessuno sa che lo straripare del fiume ha liberato il male e le sue creature...
Ogni pagina dell’opera è piena di citazioni che spaziano dal cinema, dove si colgono rimandi ai film di arti marziali e alle opere di Dario Argento, Sergio Leone, Alfred Hitchock, Lucio Fulci, Mario Bava, George Romero, John Carpenter e Quentin Tarantino, alla letteratura, di genere e non, e al fumetto.
Protagonista della vicenda è l’ambigua Lady D, i cui tratti somatici sono ispirati all’attrice erotica messicana Adriana Sage, a cui fanno da spalla un prete e uno sceriffo, che per costituzione e per vestiario richiama poliziotti da telefilm americani.
Per quanto riguarda i disegni, realizzati magistralmente in uno stile a metà tra il fotografico e il pittorico che trascinano il lettore direttamente all’interno dell’opera, i riferimenti sono ad artisti come Bill Sienkiewicz e Dave Mckean, per quanto riguarda il segno con cui è realizzata la storia, e a Frank Miller per la costruzione della tavola.
Il formato del volume, cartonato dalla copertina gialla scura, è poi particolarmente lussuoso e accoglie pagine dalle tinte scure, smorte e cupe, molto appropriate alle atmosfere da cinema horror della vicenda.
Il lettering, che sfrutta diversi font e baloon dalle più svariate forme e dimensioni, risulta sempre adatto alle situazioni che è chiamato a commentare.
Alla luce di quanto scritto possiamo affermare che l’opera, che si presta a numerosi livelli di lettura, è poco consigliata ai deboli di stomaco o a chi si fa facilmente suggestionare.
Il resto dei lettori, soprattutto gli amanti di cinema e letteratura di genere, ne saranno invece colpiti in maniera più che positiva.

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