sabato 21 luglio 2012

...A Toys Orchestra a Camaiore

Inserita nella cornice di eventi live legati al “Midnight (R)evolution” tour, serie di date in cui il gruppo campano ha presentato al pubblico degli appassionati il suo ultimo lavoro, nel suggestivo spazio di Piazza S. Bernardino nel centro storico di Camaiore, comune della provincia di Lucca situato a ridosso delle Alpi Apuane e a pochi chilometri dal litorale della Versilia, nel giorno di venerdì 27 luglio si terrà un' esibizione degli alfieri del pop rock italiano, gli ...A Toys Orchestra.
Per chi non conoscesse questa versatile band, che ha esplorato numerosi aspetti del fare musica, alcuni cenni alla sua storia.
Formatosi nell'estate del 1998 nella cittadina salernitana di Agropoli, questo ensemble, composto da quattro elementi, ha pubblicato quattro CD e un EP che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti da parte della critica, come il P.I.M.I. (Premio Italiano Musica Indipendente) come “Miglior Disco dell'Anno” assegnato nel 2007 a “Technicolor Dreams”, e un buon successo di pubblico.
Le sonorità di questi dischi, che miscelano sapientemente britpop di estrazione sixties/seventies, psichedelia e melodie forti e malinconiche a cui si accompagnano testi onirici e surreali cantati sia in lingua inglese che in italiano, hanno fatto in modo che loro brani comparissero in numerosi film e nella fiction televisiva “I liceali”.
A testimonianza del grande successo che hanno sempre riscosso e continuano a riscuotere tra i giovani, maturato anche grazie a numerose esibizioni dal vivo in ogni parte della penisola poi, dal 21 marzo 2012 gli …A Toys Orchestra sono impegnati come “resident band” nella trasmissione di Fabio Volo “Volo in diretta”, trasmessa su Rai Tre in seconda serata.
Un'ultima curiosità da mettere in evidenza, che costituisce motivo di vanto per il movimento musicale versiliese, è che ad aprire questo concerto sarà il gruppo camaiorese americano dei Windmill Project.
Gli amici Daniele Testi alla voce e al pianoforte, Diego Bertelli alla batteria, Simone Dini alla chitarra e Gianluca Erra al basso, sapranno intrattenere, con un genere analogo a quello delle star principali della serata, le numerose persone che vorranno essere presenti.

Tour 2012 Venerdì 27 luglio
Piazza San Bernardino (centro storico) Camaiore (LU)

Ore 21: Windmill Project
Ore 22: ...A Toys Orchestra

Info e biglietti (8 €):

CONSORZIO DI PROMOZIONE TURISTICA DI CAMAIORE - VERSILIA
Viale Colombo 127/129 - Lido di Camaiore (LU)
0584 617766 info@versiliainfo.com

CIRCOLO CULTURALE THìASOS
Via XX Settembre Camaiore (LU)

www.atoysorchestra.it
www.windmill-project.tumblr.com
www.facebook.com/windmillproject

mercoledì 18 luglio 2012

"I racconti della metro", un'antologia di racconti brevi

Dopo "Capacità Nascoste" il progetto letterario a cui mi dedicherò nel corso del freddo inverno sarà "I racconti della metro", un'antologia di racconti brevi il cui tema sarà legato ai mezzi di trasporto.

I componimenti, lunghi non più di 5/6 mila battute, saranno ambientati su metropolitane, treni o autobus dove si possono narrare storie che abbracciano mille generi lasciandoi piena libertà agli autori di spaziare anche nell'universo di un intero secolo e in ambiti geografici infiniti.

Le metro, così come le stazioni ferroviarie e le fermate degli autobus possono caratterizare iinfatti sia il presente che il passato prossimo o il futuro remoto.

Ogni città importante o piccolo centro ne ha.
Ci puoi raccontare amore e morte, fughe, partenze, arrivi... saranno poi i singoli scrittori a muoversi in mezzo a parametri che non devono diventare paletti invalicabili.
Il bello delle 5/6 mila battute (o anche meno) è la rapidità di esecuzione di una buona idea.

sabato 23 giugno 2012

Elogio della brevità: idea per un'antologia di racconti!

Raccolgo il suggerimento dello sceneggiatore ed editor di Zagor Moreno Burattini che in un suo post dice: " ...nel gennaio 2012, nella collana Libellule di Mondadori è apparsa la raccolta "Il diavolo, certamente".
Questa antologia contiene trentatré storie di Andrea Camilleri brevissime (quattro-cinque pagine appena, ciascuna), efficaci e fulminanti.
Potrebbe essere una sfida divertentissima quella di invitare un gruppo di scrittori esordienti e non a licenziare racconti della stessa brevità, in grado di essere letti tra una fermata e l'altra della metropolitana, e farne una collana di libretti del genere (magari ciascuno con un tema diverso).
Se fossi il responsabile di una Casa editrice che pubblica libri, ci farei un pensierino...".

La cosa andrebbe definita meglio nei suoi punti fondamentali (tematiche, brevità dei racconti ecc.).
Qui comincio col chiedere se qualcuno avesse voglia di seguire con me questo progetto.
Chiunque fosse interessato mi contatti.

E.

lunedì 4 giugno 2012

L'uomo che sconfisse la morte

Finalmente è arrivata l'estate che oltre al gran caldo, che non sopporto, ha portato un po' di tempo libero in più che mi ha permesso di dedicarmi con più assiduità ad uno dei miei più grandi hobby, la lettura e la "critica" (sempre tra virgolette) di fumetti, saggi e romanzi.

Sceneggiatura: Moreno Burattini
Disegni: Marco Verni
Copertina: Gallieno Ferri
Editore: Sergio Bonelli Editore
Collana: Zagor gigante
Data di uscita: Maggio 2012
N° Pagine: 240
Prezzo: € 7,00

Nell'ambito di letteratura, cinema e fumetti vige una regola non scritta che ogni lettore e spettatore ben conosce e a cui è felice di sottostare: un personaggio quando muore, non è mai per sempre.
Su questo assunto si basa la trama de “L'uomo che sconfisse la morte”, secondo albo gigante di Zagor in vendita in tutte le edicole italiane a partire dal 30 maggio.
Scritto da Moreno Burattini, editor e sceneggiatore principale della collana, che ha dato vita ad un'avventura ricca di azione e colpi di scena dotata di tempi narrativi molto ben scanditi, e disegnato da Marco Verni, il cui tratto ricorda molto da vicino quello del decano Gallieno Ferri, questo volume presenta una vicenda che, alternandosi su due diversi piani temporali, tramite espedienti tanto semplici quanto inaspettati, descrive il ritorno dal regno dei morti di due personaggi di grande richiamo che i lettori della serie conoscono bene.
All'intreccio principale, che si dipana in modo serrato e coinvolgente, si affiancano poi una serie di eventi collaterali che vedono Zagor scontrarsi con il conte Zalacenko, un ufficiale dell'esercito russo emigrato negli Stati Uniti per reprimere una colonia di patrioti polacchi.
Oltre alla sceneggiatura, come sempre quando si parla del lavoro di Burattini molto caratteristica e appropriata, anche i disegni di Marco Verni, autore tra i più bravi dell'intero staff zagoriano che ha curato gli sfondi fin nei minimi dettagli e ha reso i personaggi in maniera perfetta per quel che riguarda le espressioni dei volti e la sensazione di movimento, la bella copertina di Gallieno Ferri e la dedica finale a Guido Nolitta contribuiscono a rendere questa avventura commovente bella e appassionante.
Al di là del pur elevato valore artistico, un altro elemento che fa di questo gigante un'opera interessante e ricca di numerosi spunti di riflessione, al punto da rapire e stregare ogni appassionato che rimarrà letteralmente attaccato a questo balenottero di 240 pagine finché non lo avrà terminato, sta nel fatto che a un un mondo scuro e cattivo, come quello in cui è ambientata la storia, si contrappongono valori estremamente positivi come generosità, umanità, amicizia, onestà, lealtà e redenzione, sentimento, quest'ultimo, che riguarda in particolar modo la figura di Olaf Botegosky che nel corso della narrazione si redimerà da una vita di ladro e imbroglione e verrà infine riabilitato agli occhi dei lettori.
Alla luce di quanto scritto, si può quindi affermare di essere di fronte ad una storia importante, che non solo fa passare attimi di puro intrattenimento ma fa anche pensare, sintomo questo di fumetto di qualità.

martedì 8 maggio 2012

Topolino: Dracula di Bram Topker

Sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Fabio Celoni
Colori: Mirka Andolfo, Fabio Celoni
pubblicata sui numeri di Topolino 2945 - 2946
Data di uscita: Maggio 2012
N° Pagine: 35
Prezzo: € 2,30

Nell'anno in cui ricorre il centenario della morte di Bram Stoker, avvenuta a Londra il 20 aprile 1912, Topolino rende omaggio a questo grande autore con la parodia in due parti del suo romanzo più famoso dal titolo “Dracula di Bram Topker”.
Pubblicata sui numeri 2945 e 2946 del noto periodico per ragazzi e disegnata con tratto fluido, incisivo e elegante dal fumettista lombardo Fabio Celoni su testi di Bruno Enna, questa storia vede il ricco cast degli abitanti di Topolinia interpretare un'avventura ispirata ad un libro, “Dracula”, in cui la figura del protagonista è incentrata su leggende riguardanti il sovrano della regione rumena della Valacchia, Vlad Tepes III detto l'impalatore.
La vicenda inizia con Topolino che, nei panni dell’avvocato Jonathan Ratker, si reca in Transilbarbabietolania nei Torpazi per curare l’acquisto di alcuni terreni nelle vicinanze di Londra per conto di un misterioso e inquietante nobile, impersonato da Macchia Nera, il Conte Vlad III della Malacchia, Dracula per gli amici.
Temutissimo dai suoi superstiziosissimi compaesani e in grado di manipolare le menti delle persone che gli stanno vicino, nel corso degli avvenimenti si scoprirà essere un vampiro molto particolare.
Per non parlare di morti e di sangue, temi non adatti al target a cui è diretto un contenitore come Topolino, Bruno Enna ha sfruttato una delle più grandi fobie alimentari che attanaglia l'uomo: le barbabietole.
Il conte infatti, oltre a riunire in se tutte le caratteristiche proprie del suddetto non morto come tra le altre quelle di non riflettersi negli specchi e di trasformarsi in animali, si nutre di questa tremenda verdura e chiunque morda diventa dapprima affamato del rosso ortaggio e successivamente proprio una gigantesca barbabietola.
Accanto a Topolino e Macchia Nera, numerosi altri personaggi danno vita ad un'opera che, nonostante per  narrazione e costruzione delle tavole sia lontana anni luce da parodie classiche come, giusto per ricordarne alcune: “L'inferno di Topolino”, “Guerra e pace”, “Il mistero dei candelabri”, appassionerà e affascinerà il lettore per il susseguirsi in modo serrato di situazioni molto divertenti e particolari.
Tra questi assumono grande rilevanza ai fini della trama Minnie, che interpreta Minnina Murray, e Pippo, nel ruolo di Pippo Van Helsing.
Per quanto riguarda il disegno infine, il tratto moderno ma nonostante ciò funzionale per le pubblicazioni disneyane di Celoni contribuisce, anche grazie ai colori della bravissima Mirka Andolfo, a creare perfettamente l’atmosfera cupa e notturna che si addice a una storia che, come questa, si basa su uno dei pilastri della letteratura dell'orrore.
Alla luce di ciò quindi, non si può che consigliare questa parodia sia agli amanti dei personaggi Disney che a quelli di film e romanzi sui vampiri e auspicarci che avventure di questo tipo tornino a far capolino sempre più spesso su Topolino.

mercoledì 2 maggio 2012

Gerald Scarfe

Da poco mi è capitato di riascoltare la versione rimasterizzata dell'album "The Wall" dei Pink FLoyd, che, come me, nel 2009 ha compiuto 30 anni, e di rivedere il meraviglioso lungometraggio tratto da questo disco diretto nel 1982 da Alan Parker.
Colpito dalle stupende e crude animazioni, come la marcia dei martelli, che compaiono nel film, ho cercato qualche notizia sull'artista che le ha realizzate, Gerald Scarfe.

Gerald Scarfe (autocaricatura)

Gerald Scarfe è nato a Londra il 1 giugno 1936.
Da bambino era asmatico e quindi passava molto tempo leggendo e disegnando.
Dopo un breve periodo di studi presso il Royal College of Art di Londra, si è affermato come disegnatore satirico lavorando per le riviste “Punch Magazine” e “Private Eye” nei primi anni Sessanta.
Ha avuto molte mostre, di cui più di 50 personali, in numerosi paesi del mondo tra cui New York, Osaka, Montreal, Los Angeles, Sydney, Melbourne, Chicago e Londra.
Ha disegnato scene e costumi per spettacoli teatrali e opere liriche, le scenografie per il musical e le animazioni per il film ispirato al disco “The Wall” dei Pink Floyd ed alcuni bozzetti per il lungometraggio “Hercules” della Walt Disney.
Scarfe ha inoltre scritto, diretto ed è apparso in molte pellicole live action e documentari per la BBC e Channel 4 e ha pubblicato molti volumi con i suoi disegni.
Il suo ultimo libro, “Monsters” è uscito nel 2008.
È stato vignettista politico per il “Sunday Times” di Londra per 42 anni e ha lavorato per la rivista “The New Yorker” per i 17 anni.
Il lavoro di Scarfe appare tutt'oggi regolarmente in molti periodici.
Gerald Scarfe ha ricevuto l'Ordine dell'Impero Britannico, una delle massime onoreficenze inglesi, nel 2008.

La marcia dei martelli (dal film The Wall)

martedì 1 maggio 2012

Ricordi che affiorano dalle trincee

Le trincee nella Grande Guerra erano un posto dove vivevano ammassati migliaia di soldati.
Erano scavate nella terra, nella viva roccia o erano costituite da muretti di pietre che delimitavano i terreni, poi rinforzati con sacchi di terra.
Il militare che svolgeva il turno nella trincea di prima linea, era esposto al fuoco del nemico e alle intemperie.
I ricoveri per riposarsi erano situati nella trincea di seconda linea, posta un centinaio di metri indietro rispetto alla prima linea.
Le trincea di prima linea quando pioveva diventava un pantano ed i militari rimanevano giorni con i piedi nel fango, senza potersi né lavare né cambiare.
Si viveva in condizioni igieniche precarie, con i topi che regnavano sovrani, con la puzza degli escrementi che venivano buttati fuori dalla trincea, non c’erano le latrine, ed il tanfo dei corpi in decomposizione dei caduti rimasti nella terra di nessuno che non si potevano recuperare.
Eppure nei momenti di relativa tranquillità i soldati riuscivano ad incidere il proprio nome nel cemento e nella roccia per lasciare un segno lì dove erano stati a soffrire.
Questi segni dopo più di novanta anni si possono ancora leggere.

Lino Ravani
 
Trincea del Monte Sei Busi a Redipuglia (Gorizia)

Fregio inciso nella medesima trincea
Fregio inciso nella Trincea Adamo posta sulle alture di Monfalcone (Gorizia)
Fregio inciso nella Trincea Cuzzi sulle alture di Monfalcone (Gorizia)
Fregio inciso su di un muretto ricovero alle falde del Monte Cukla sotto al Monte Rombon a Bovec in Slovenia